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Stazioni Lunari
Festival
Stazioni
Lunari nasce da un’idea di Francesco Magnelli (membro
fondatore dei C.S.I. e PGR) pianista, compositore, arrangiatore.
Spinto dalla profonda necessità interiore di interagire con altre
esperienze musicali – poiché è anche attraverso queste che si determina
la propria crescita artistica – si ritrova nel tempo alla ricerca di un
terreno fertile (da sempre desiderato) dove la musica e non quello che
ci ruota intorno, è l’unica vera protagonista.
La voglia è quella di creare un porto, un punto di attracco per
tutti quegli artisti (siano essi musicisti, cantanti o esponenti delle
forme d’arte più varie) che hanno la spinta e la curiosità di
confrontarsi con gli altri, avendo modo di conoscere più da vicino
coloro che solo apparentemente, per fortuna, sembrano così lontano. La
musica di per sé non costruisce muri e differenze, ma è un’arte che se
perseguita con amore, rispetto e dedizione, può davvero stupire e, a
volte, far succedere ciò che non potremmo mai aspettarci.
Stazioni Lunari nasce per mettersi in gioco, per nutrire la curiosità, è
un ristoro artistico. E’ il luogo perfetto dove fermarsi per un po’ e
poi ripartire portando con sé qualche esperienza in più. E’ un progetto
fra teatro e musica dove Ginevra Di Marco, unico elemento in
movimento da una stazione all’altra, determina successioni e movimenti e
favorisce incontri e commistioni fra i diversi mondi musicali.
Sul palco quattro stazioni, lunari, quattro stanze disegnate con legno e
luce, una luce graffiata che traccia nel buio il perimetro irregolare
dei luoghi contenenti gli ospiti.
Una suggestione visiva disegnata da Valerio Di Pasquale, scenografo e
light designer.
Quattro artisti, uno per ogni stanza, avranno 20/25 minuti a
performance. La prima stanza sarà la sola ad essere illuminata per la
prima esibizione e sfumerà al suo termine per lasciare spazio alla
seconda e così via fino alla quarta.
Non è una kermesse, né tantomeno una passerella: gli artisti restano
tutti sul palco anche quando
termina “idealmente” il loro set.
La particolarità di questo evento sta nel fatto che ogni musicista,
dalla propria stanza, può liberamente interagire con ciò che sta
succedendo: c’è chi suona, chi contrappunta, chi armonizza con la
voce, chi improvvisa, chi semplicemente sorride o si concentra
nell’ascolto dell’altro. Inoltre il cast artistico cambia a seconda del
luogo e della cornice, facendo sì che ogni data diventi un evento unico,
quasi irripetibile.
La musica proposta (assemblata, arrangiata e eseguita sul palco da
Francesco Magnelli, Marzio Del Testa e Andrea Salvadori) proviene in
parte dal repertorio di ogni artista, in parte viene scelta tra le
canzoni che hanno accompagnato la vita di ognuno che così proporrà un
aspetto di sé che generalmente in pochi conoscono, un volto diverso dal
solito, lontano da particolari responsabilità, da obblighi contrattuali
e d’immagine, lontano per una sera da ciò che il pubblico si può
aspettare. E quindi via libera alle canzoni del nostro cuore, quelle che
hanno scosso gli animi e reso indelebili certi momenti della vita, via
libera a riscoprire canzoni e interpreti ai quali ogni musicista sente
di somigliare un po’.
Sul palco si respira piacere, sintonia. E fra intersezioni
artistiche, omaggi e gentilezze si nota evidente il piacere di trovarsi
lì, una gioia di cantare e suonare insieme che è davvero raro
riscontrare. |